Libera Professione

Vademecum della libera professione infermieristica

Il gruppo di lavoro per la Libera Professione Infermieristica della Federazione nazionale dei Collegi IPASVI ha prodotto un Vademecum, pensato e realizzato con l'obiettivo di fornire agli infermieri che intendono inserirsi nel mondo sanitario come liberi professionisti - o che già esercitano con tale modalità - un facile strumento informativo e di operatività.
 
Con questo strumento, la Federazione IPASVI e l’Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica (ENPAPI), intendono sottolineare ancora una volta l'impegno, soprattutto verso gli infermieri di fresca laurea, per sostenere e promuovere un approccio e un'assistenza libero professionale che si richiama ad un quadro giuridico e deontologico chiaro e condiviso e che utilizza modalità operative e strumenti professionali omogenei su tutto il territorio nazionale.
 
Nell'attuale panorama contrassegnato da affanno economico e contenimento della spesa sanitaria, la collettività infermieristica intende proporsi come una possibile nuova risposta alle necessità emergenti, attingendo al suo bagaglio cognitivo, esperienziale e valoriale e alle diverse modalità di espressione ed esercizio professionale. In questo quadro, l'esercizio libero professionale può essere inteso come un’opportunità e una sfida per aumentare la compliance dell'offerta sanitaria pubblica, concorrendo all’effettuazione di percorsi di presa in carico olistica dell’assistito, di
cura finalizzati alla risposta appropriata e di qualità ai bisogni di assistenza infermieristica.
Gli infermieri libero professionisti, infatti, possono correlarsi alle strutture del Ssn per arricchire l’offerta sanitaria e per dare risposta alle richieste di interventi integrativi e/o aggiuntivi provenienti dalla collettività. 
 
Il Vademecum si preenta dunque come uno strumento con valenza informativa e operativa fruibile dagli infermieri che intendono svolgere o già svolgono attività libero professionale ed ha lo scopo di:
 
sostenere gli iscritti Ipasvi che intendono svolgere attività libero professionale, con particolare attenzione agli infermieri neolaureati;
fornire agli infermieri libero professionisti maggiori elementi normativi di utilità e strumenti per l'operatività assistenziale;
suggerire e supportare un comportamento professionale omogeneo sull’intero territorio nazionale;
orientare e sostenere i Collegi provinciali IPASVI:
- nella definizione e gestione dei rapporti con gli infermieri libero professionisti;
- nello svolgimento della funzione di certificazione dei professionisti singoli e aggregati;
- nella funzione d’interposizione intra e inter professionale in caso di conflittualità.
Il Vademecum è stato suddiviso in aree riguardanti:
 
Norme comportamentali inerenti ai principi generali che i professionisti devono rispettare indipendentemente dalla modalità operativa adottata
Indicazioni legate alle diverse forme di esercizio libero professionale
Indicazioni per la gestione commerciale dell’attività libero professionale, con riferimenti per la determinazione del compenso professionale e per la gestione della pubblicità sanitaria
Aspetti assicurativi e previdenziali previsti per l’attività libero professionale
Indicazioni inerenti la documentazione assistenziale necessaria per un esercizio professionale tutelato e rispettoso delle norme vigenti.
E' possibile scaricarlo liberamente in formato pdf a margine di questa pagina.
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LEGGE 12 novembre 2011 , n. 183

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilita' 2012).
Per visualizzare la legge scricare l'ellegato qui sotto. 
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Regolamento in materia di societa' per l'esercizio di attivita' professionali regolamentate nel sistema ordinistico, ai sensi dell'articolo 10, comma 10, della legge 12 novembre 2011, n. 183.

Qui sotto è possibile scaricare la legge n.183

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Sulla Gazzetta Ufficiale del 6 aprile 2013, n. 81 è stato pubblicato il D.M. 8 febbraio 2013 n. 34, sulle società tra professionisti (Stp).


L’art. 10, co. 3 della L. 183/2011, nel consentire la possibilità di costituire società tra professionisti, ovvero società che abbiano per oggetto esclusivo l’esercizio di attività professionali secondo i modelli codicistici delle società di persone, delle società di capitali e delle cooperative, ha definito peculiarità e confini giuridici di tali società.

La prima versione del Legislatore è stata successivamente modificata e precisata fino a delineare compiutamente i profili soggettivi e oggettivi necessari per costituire le nuove società, sancendosi l’espressa abrogazione dell’ormai datata L. 1815/1939, che impediva l’esercizio professionale in forma societaria.

Nel delineare gli elementi essenziali della disciplina primaria delle Stp, il legislatore ha rimesso alla regolamentazione secondaria la disciplina di dettaglio relativa alle modalità che avrebbero dovuto assicurare la esecuzione, da parte del socio professionista, dell’incarico conferito alla società e di quelle relative alla designazione del professionista ovvero alla preventiva comunicazione all’utente dei nominativi dei soci abilitati all’esercizio di una attività professionale regolamentata.

Inoltre la legge, vietando a ciascun professionista di essere contemporaneamente socio di più di una Stp, riservava al decreto ministeriale la disciplina delle incompatibilità ed affidava alla potestà regolamentare anche la definizione del regime disciplinare da applicare alla società.

Pertanto, dopo aver premesso le nozioni di «società tra professionisti» (o «società professionale») e di «società multidisciplinare», il provvedimento disciplina innanzitutto il requisito della trasparenza nel rapporto tra la società e il cliente, imponendo alla prima, sin dal primo contatto con il secondo, una serie di obblighi informativi attinenti ai seguenti aspetti:

a) diritto del cliente di chiedere che l’esecuzione dell’incarico conferito alla società sia affidata ad uno o più professionisti da lui scelti;

b) possibilità che l’incarico professionale conferito alla società sia eseguito, in difetto dell’esercizio del diritto di scelta, da ciascun socio in possesso dei requisiti per l’esercizio dell’attività professionale;

c) eventuale esistenza di situazioni di conflitto d’interesse tra cliente e società, che siano anche determinate dalla presenza di soci con finalità d’investimento.

È conseguentemente previsto un obbligo della società di consegnare al cliente, perché possa operare una scelta libera e consapevole, l’elenco dei singoli soci professionisti, con l’indicazione dei titoli e delle qualifiche professionali di ciascuno, nonché l’elenco dei soci con finalità d’investimento.

In sede di disciplina dell’esecuzione dell’incarico, il regolamento, facendo applicazione del principio della personalità dell’esecuzione della prestazione (art. 2232 c.c.), consente al socio professionista di avvalersi, sotto la sua direzione e responsabilità, di ausiliari ma non di sostituti, se non in relazione a particolari attività, caratterizzate da sopravvenute esigenze non prevedibili, e comunque previa comunicazione dei loro nominativi al cliente. E’ in ogni caso garantita la facoltà del cliente, cui i nominativi dei collaboratori sono comunicati, di esprimere il proprio dissenso.

Quanto al regime delle incompatibilità, il regolamento chiarisce che l’ipotesi di incompatibilità di partecipazione a più società tra professionisti sancita dall’art. 10, co. 6, della L. 183/2011 si determina anche nel caso della società multidisciplinare e si applica per tutta la durata dell’iscrizione della società all’ordine di appartenenza.

Viene poi introdotta una incompatibilità alla partecipazione dei soci per finalità d’investimento ove non siano in possesso dei requisiti di onorabilità previsti per l’iscrizione all’albo professionale cui è iscritta la medesima società cui appartengono; tra i detti requisiti va anche annoverata la mancata applicazione, anche in primo grado, di misure di prevenzione personali o reali.

Ulteriore requisito perché il socio di investimento possa prendere parte ad una Stp è dato dall’assenza di condanne definitive ad una pena alla reclusione pari o superiore a 2 anni per reati non colposi.

Il mancato rilievo della causa di incompatibilità o la mancata rimozione della stessa integrano un illecito disciplinare per la società e per il singolo professionista.

Ai fini della verifica delle situazioni di incompatibilità il regolamento prevede l’iscrizione della società tra professionisti nella sezione speciale del registro delle imprese istituita ai sensi dell’art. 16 del D.Lgs. 96/2001.

Le Stp, per poter operare, saranno poi tenute all’iscrizione nell’apposita sezione speciale o dei registri tenuti presso gli ordini o i collegi di appartenenza dei soci professionisti. La domanda di iscrizione dovrà contenere, oltre all’atto costitutivo e allo statuto societario, il certificato di iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese, accompagnato dall’elenco dei soci professionisti non iscritti presso l’ordine o il collegio cui è rivolta la domanda.

Se la Stp non risulta idonea all’iscrizione, prima di procedere al diniego il consiglio dell’ordine o del collegio professionale segnala le motivazioni al rappresentante legale della società, che può presentare le proprie osservazioni entro 10 giorni.

Sotto l’aspetto disciplinare e deontologico, infine, il regolamento precisa che:

a) il professionista socio rimane vincolato al proprio codice deontologico e in base ad esso risponde disciplinarmente;

b) la società è responsabile, come tale, secondo le regole deontologiche dell’ordine nel cui albo è iscritta;

c) la responsabilità disciplinare della società concorre con quella del socio professionista (anche se iscritto ad altro albo rispetto a quello della società e, quindi, nell’ipotesi della STP multidisciplinare) nel solo caso di violazione deontologica ricollegabile a direttive impartite dalla società.

Il nuovo regolamento, che entrerà in vigore a partire dal prossimo 21 aprile, esclude dal suo ambito applicativo le associazioni professionali e le società tra professionisti costituite secondo modelli vigenti alla data di entrata in vigore della L. 183/2011.

Sempre in relazione all’ambito di applicazione del regolamento, da questo restano escluse anche le società tra avvocati cui la legge di riforma dell’ordinamento forense (L. 247/2012) ha riservato una disciplina speciale, conferendo al Governo apposita delega per la disciplina dell’esercizio della professione di avvocato in forma societaria.

Anna Costagliola

NORME DI COMPORTAMENTO PER L'ESERCIZIO AUTONOMO DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA

Documento del Comitato centrale della Federazione nazionale dei Collegi IPASVI


Titolo I - Principi generali

Art. 1- L'infermiere svolge una professione al servizio della salute del singolo e della collettività. È chiamato non solo ad assicurare una qualificata assistenza infermieristica, ma anche a dare risposte professionali sempre nuove per favorire, interagendo con tutto il personale sanitario, I'aumento del livello di salute nel Paese.
L'attività dell'infermiere, nella sua dimensione umana, sociale e professionale, potrà essere meglio interpretata e vissuta se costantemente ispirata ad alcune precise norme comuni.
Art. 2- Ai sensi del DM 739/94 la figura dell'infermiere libero professionista comprende le qualifiche di Infermiere professionale, Assistente sanitario e Vigilatrice d'infanzia.
Ogni singolo professionista opererà con i limiti o le estensioni della sua qualifica professionale.
Art. 3- L'infermiere esercita la libera professione previa iscrizione all'Albo del Collegio IPASVI della provincia dove ha la residenza anagrafica.
Art. 4- L'infermiere esercita la libera professione con coscienza, obiettività, competenza nel rispetto dell'etica professionale, libero da asservimenti materiali, morali, politici ed ideologici.
Respinge ogni influenza estranea alla propria attività. Non fa discriminazioni di religione, razza, nazionalità, ideologia politica e classe sociale.
Art. 5- La fiducia è alla base dei rapporti professionali dell'infermiere libero professionista; egli agisce con correttezza, lealtà, sincerità e rispetta l'obbligo della riservatezza.
Art. 6- L'infermiere libero professionista non rinuncia in nessun caso alla sua libertà ed indipendenza professionale.
Art. 7- L'infermiere libero professionista si impegna a mantenersi continuamente aggiornato.
Art. 8-11 comportamento dell'infermiere libero professionista è consono alla dignità ed al decoro della professione anche al di fuori dell'esercizio professionale.
Egli pertanto si astiene da qualsiasi azione che possa arrecare discredito al prestigio della professione, al Collegio cui appartiene ed agli altri colleghi.
Art. 9- L'infermiere libero professionista non deve avvalersi di cariche politiche o pubbliche in modo tale da far fondatamente ritenere che, per effetto di esse, egli possa conseguire vantaggi professionali per sé o altri.
Art. 10- L'infermiere libero professionista rispetta le tariffe professionali e le altre norme in materia di compensi.
Art. 11 - L'infermiere iscritto al Collegio IPASVI effettua prestazioni infermieristiche gratuite esclusivamente in situazioni occasionali e non ripetute affinché ciò non comporti concorrenza sleale nei confronti di colleghi.
Forme di volontariato gratuito nell'esercizio dell'attività infermieristica potranno essere svolte solo previa autorizzazione del Collegio provinciale.
Art. 12- L'infermiere libero professionista in forma individuale o associata attua la pubblicità diretta o indiretta al proprio nome e alla propria attività nelle forme consentite dalla legge e dai regolamenti.
Art. 13- L'infermiere libero professionista non diffonde avvisi pubblicitari e non usa titoli accademici o professionali non attinenti all'oggetto della professione.
I titoli di Infermiere professionale, Assistente sanitario e Vigilatrice d'infanzia devono essere indicati per intero.
Art. 14- L'infermiere dipendente pubblico o privato può esercitare la libera professione nel rispetto del presente regolamento se tale esercizio è permesso dal contratto collettivo di lavoro o espressamente autorizzato dal datore di lavoro.
Art. 15- L'infermiere libero professionista deve denunciare al Collegio provinciale ogni tentativo di imporgli comportamenti non conformi ai principi della deontologia professionale.
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Titolo II - Rapporti con i clienti

Art. 16- L'infermiere libero professionista informa tempestivamente il cliente dell'accettazione o del diniego dell'incarico.
L'infermiere libero professionista si adopera, quando è possibile, affinché l'incarico sia conferito per iscritto onde precisarne limiti e contenuti.
Art. 17- Nel caso di incarichi di particolare natura o complessità l'infermiere libero professionista accetta l'incarico solo se ritiene di possedere la specifica capacità necessaria per l'assolvimento de! compito assistenziale o se il cliente consente la collaborazione di colleghi con specifica capacità.
Art. 18- L'infermiere libero professionista non deve accettare l'incarico se altri impegni professionali o personali gli impediscono di svolgerlo
con la diligenza e lo scrupolo richiesti in relazione all'importanza, complessità, difficoltà e urgenza dell'incarico stesso.
Art. 19- L'infermiere libero professionista all'accettazione dell'incarico illustra al cliente con chiarezza gli elementi essenziali e le eventuali difficoltà connesse al relativo piano di lavoro infermieristico.
Art. 20- L'infermiere libero professionista antepone gli interessi del cliente a quelli personali.
L'applicazione di tale principio non può tuttavia, in alcun caso, incidere sulla dignità e sul decoro del professionista e limitare il diritto al suo compenso.
Art. 21- L'infermiere libero professionista garantisce la completa esecuzione dell'incarico di assistenza infermieristica affidatogli.
Art. 22- L'infermiere libero professionista, nel caso di sopravvenute modificazioni alla natura e difficoltà delle prestazioni, informa il cliente e chiede, a seconda dei casi, di essere affiancato o sostituito da altro professionista.
Art. 23- L'infermiere libero professionista può recedere dall'incarico qualora sopravvengano circostanze o vincoli che possano influenzare la sua libertà di giudizio ovvero condizionare il suo operato.
Art. 24 - L'infermiere libero professionista ha la discrezionalità di interrompere l'incarico in caso che la condotta 0 le richieste del cliente 0 altri gravi motivi ne impediscano lo svolgimento con correttezza e dignità.
Art. 25- Nel caso di recesso dall'incarico l'infermiere libero professionista avverte comunque tempestivamente il cliente, soprattutto se l'incarico deve essere proseguito da altro professionista. In ogni caso il recesso deve avvenire in modo da non arrecare pregiudizio al cliente.
Art. 26- L'infermiere libero professionista mantiene la riservatezza in relazione alle notizie apprese nell'esercizio della professione che riguardano il cliente o coloro che sono a lui legati da vincoli familiari.
Art. 27- L'infermiere libero professionista si pone in condizione di risarcire gli eventuali danni causati nell'esercizio della professione anche stipulando, ove necessario, un'adeguata polizza di assicurazione.
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Titolo III - Rapporti con i colleghi

Art. 28- L'infermiere libero professionista è corretto, cortese e cordiale con i colleghi ed evita comportamenti suscettibili di ingenerare concorrenza sleale.
Art. 29- L'infermiere libero professionista non esprime giudizi che
possano nuocere alla reputazione dei colleghi, salvo che ciò sia necessario per l'espletamento di incarichi professionali.
Art. 30- L'infermiere libero professionista non divulga informazioni riservate ricevute, anche occasionalmente, da un collega.
Art. 31- Gli infermieri libero professionisti, con spirito di solidarietà professionale, si devono ragionevolmente reciproca assistenza.
Art. 32- L'infermiere libero professionista, chiamato a sostituire un collega nello svolgimento di un incarico professionale, osserva procedure e formalità corrette e si comporta con lealtà.
Prima di accettare l'incarico l'infermiere libero professionista:
o si accerta che il cliente abbia informato il collega della richiesta di sostituzione;
o si accerta che la sostituzione non sia richiesta dal cliente per motivi lesivi della dignità e del decoro della professione;
o invita il cliente a onorare le competenze dovute al precedente collega, salvo che il loro ammontare sia stato debitamente contestato.
Art. 33- L'infermiere libero professionista che venga sostituito da altro collega presta al subentrante piena collaborazione e si adopera affinché il subentro avvenga senza pregiudizio per il cliente.
Art. 34- In caso di sospensione o di altro temporaneo impedimento di un infermiere libero professionista il collega chiamato a sostituirlo cura la gestione dell'incarico assistenziale con particolare diligenza e si adopera a conservarne le caratteristiche personali e organizzative.
Art. 35- Se il cliente chiede all'infermiere libero professionista di prestare la propria opera per un incarico già affidato ad altro collega, dichiarando di voler essere assistito da entrambi, il nuovo interpellato deve contattare il collega per concordare le modalità di espletamento delI'incarico.
Art. 36- Gli infermieri liberi professionisti che assistono uno stesso cliente devono stabilire tra loro rapporti di cordiale collaborazione nelI'ambito dei rispettivi compiti.
Essi devono tenersi reciprocamente informati sull'attività svolta e da svolgere e a tal fine si consultano per definire il piano assistenziale.
Art. 37- L'infermiere libero professionista, che constata nel comportamento del collega manifestazioni di condotta professionale gravemente scorretta, dopo essersi confrontato con lo stesso, informa il Collegio provinciale.
Art. 38- Nello svolgimento del comune incarico ogni infermiere libero professionista evita, di regola, di stabilire con il cliente rapporti preferen
ziali, o interventi assistenziali senza preventiva intesa con i colleghi.
In ogni caso, si astiene da iniziative o comportamenti tendenti ad attirare il cliente nella propria esclusiva sfera.
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Titolo IV - Altri rapporti

Art. 39- L'infermiere libero professionista mantiene nei rapporti con i propri collaboratori indipendenza morale ed economica.
In particolare l'infermiere libero professionista non fruisce della collaborazione di terzi che esercitano abusivamente la professione e non distoglie con mezzi scorretti i collaboratori altrui.
Art. 40- L'infermiere libero professionista vigila affinché i suoi collaboratori siano a conoscenza e rispettino gli obblighi del segreto e della riservatezza professionale, che anch'essi sono tenuti ad osservare.
Art. 41- Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di informazione l'infermiere libero professionista rispetta l'obbligo di riservatezza nei confronti del cliente ed il divieto di pubblicità al proprio nome.
Art. 42- L'infermiere libero professionista, qualora nell'esercizio della professione abbia rapporti con iscritti ad altri Albi professionali, si attiene al principio del reciproco rispetto e della salvaguardia delle specifiche competenze.
Art. 43- È vietato all'infermiere libero professionista favorire chi esercita abusivamente un'attività professionale.
Gli è altresì vietata l'intermediazione dietro corrispettivo per procacciare clienti a sé o ad altri.
Art. 44- L'infermiere libero professionista non esercita attività incompatibili con la dignità professionale.
Art. 45- L'esercizio della libera professione è incompatibile con l'esercizio di attività imprenditoriali, anche di piccole dimensioni, in nome proprio o in nome altrui. Tale incompatibilità ricorre espressamente con le figure di socio illimitatamente responsabile, institore o preposto, amministratore unico o delegato di società di capitali.
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Titolo V- Esercizio in forma individuale

Art. 46- L'infermiere esercita la libera professione nel pieno rispetto delle norme del Codice Civile, delle norme fiscali e delle norme previdenziali.
La libera professione si sostanzia in un esercizio continuativo e in
quanto tale non può quindi esplicarsi in forma di:
o attività occasionale;
o collaborazioni coordinate e continuative.
Art. 47- L'infermiere notifica al Collegio provinciale ove è iscritto l'inizio zio dell'attività professionale entro 30 giorni trasmettendo:
o scheda anagrafica aggiornata;
o copia certificato di attribuzione partita IVA
o recapito professionale ed indicazione dell'eventuale ambulatorio.
Ogni variazione dei riferimenti professionali, come l'eventuale cessazione dell'attività, dovrà essere comunicata al Collegio provinciale entro 30 giorni.
Art. 48- Eguale comunicazione prevista dall'articolo 47 deve essere effettuata al Collegio IPASVI della provincia in cui l'infermiere libero professionista eserciti in modo non occasionale attività infermieristica.
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Titolo VI - Costituzione di studi associati

Art. 49- L'esercizio della libera professione in forma associata viene svolto nel pieno rispetto delle norme civilistiche, fiscali e previdenziali e in conformità a quanto previsto nella legge 1815/39.
La denominazione dello studio associato deve rispettare quanto previsto nella citata legge. Sono quindi espressamente vietati nomi di fantasia e nella indicazione delle forme associative dovrà essere utilizzato il termine "studio associato".
Art. 50- Lo studio associato può essere costituito esclusivamente da:
o Iiberi professionisti iscritti al Collegio IPASVI
o da iscritti in altri Albi professionali relativi a professioni sanitarie le cui rispettive attività siano integrabili a quella infermieristica;
o da liberi professionisti il cui profilo professionale è previsto dai decreti ministeriali relativi ad attività sanitarie purché sia rispettato il criterio della integrabilità.
Restano esclusi dalla partecipazione agli studi associati quei lavoratori la cui autonomia professionale non è legislativamente riconosciuta.
Art. 51- Lo studio associato deve essere costituito almeno con scrittura privata registrata. Nell'atto costitutivo devono comparire:
o i nomi degli associati; o Ia denominazione dello studio associato; o Ia sede e la durata;
o le norme per il recesso o l'esclusione degli associati;
o i criteri di ripartizione degli utili;
le norme regolamentari fra associati, nei confronti dei clienti e nei confronti del Collegio.
Sono espressamente vietate clausole vessatorie limitative del diritto di recesso, della partecipazione agli utili o alla gestione associativa e comunque lesive del decoro e della dignità della professione.
Art. 52- Lo studio associato notifica al Collegio provinciale la sua costituzione entro 30 giorni trasmettendo:
o copia dell'atto costitutivo e dell'eventuale statuto;
o copia del certificato di attribuzione del codice fiscale e della partita IVA
o elenco degli associati con indicazione della qualifica professionale e degli estremi di iscrizione negli Albi professionali ove esistenti.
Ogni eventuale variazione dell'atto costitutivo, dello statuto e dell'elenco dei soci, nonché l'eventuale cessazione dell'attività, dovrà essere comunicata al Collegio provinciale entro 30 giorni.
Art. 53- Eguale comunicazione prevista dall'articolo 52 deve essere effettuata al Collegio IPASVI della provincia in cui lo studio associato eserciti in modo non occasionale attività infermieristica.
Art. 54 - Qualora il numero degli associati sia superiore a 8 (otto) l'atto costitutivo o lo statuto possono prevedere l'individuazione di un organo di amministrazione cui delegare parte dei compiti di gestione dello studio associato. L'atto costitutivo e lo statuto determinano:
o il numero dei componenti dell'organo di amministrazione;
o i compiti di gestione e amministrazione delegati all'organo amministrativo e quelli riservati all'assemblea degli associati;
Ia durata in carica e le modalità di nomina dell'organo amministrativo;
o Ie modalità di convocazione dell'assemblea degli associati;
Ie modalità di ripartizione degli utili.
Ogni eventuale variazione dell'atto costitutivo, dello statuto e dell'elenco dei soci, nonché l'eventuale cessazione dell'attività dovrà essere comunicata al Collegio provinciale e accompagnata da copia degli estratti dei verbali assembleari.
Art. 55- Lo studio associato può essere costituito fra iscritti a Collegi provinciali limitrofi fino ad un massimo di 5 (cinque) province.
In tal caso gli adempimenti di cui agli articoli 52, 53 e 54 vengono effettuati nei confronti di tutti i Collegi interessati.
Qualora esista un organo di amministrazione esso deve essere costituito con la presenza di almeno un iscritto per ogni Collegio provinciale interessato.
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Titolo VII - Cooperative sociali

Art. 56- L'infermiere può esercitare la libera professione in forma associata tramite le cooperative sociali regolarmente costituite ai sensi della legge 381/91 e del presente regolamento.
La cooperativa sociale può essere costituita esclusivamente:
o da liberi professionisti iscritti al Collegio IPASVI
da iscritti in altri Albi professionali relativi a professioni sanitarie integrabili all'attività infermieristica;
o da liberi professionisti il cui profilo professionale è previsto dai decreti ministeriali relativi ad attività sanitarie, purché sia rispettato il criterio dell'integrabilità.
Il Collegio provinciale potrà, con delibera del consiglio direttivo, accettare la presenza di soci lavoratori diversi dalle figure elencate sopra per l'espletamento di attività di natura non sanitaria. Tale presenza non dovrà in alcun modo limitare le garanzie di un corretto esercizio dell'attività infermieristica.
Art. 57- La cooperativa sociale notifica al Collegio provinciale almeno dieci giorni prima dell'inizio dell'attività infermieristica:
o I'atto costitutivo e lo statuto;
o copia del certificato di attribuzione del codice fiscale e partita IVA
o l'elenco dei soci infermieri;
o l'elenco degli altri soci;
o il nominativo degli infermieri responsabili per l'area infermieristica.

Art. 58- Eguale comunicazione prevista dall'articolo 57 deve essere effettuata al Collegio IPASVI della provincia in cui la cooperativa sociale eserciti in modo non occasionale attività infermieristica.
Art. 59- La cooperativa sociale può esercitare attività infermieristica esclusivamente attraverso soci iscritti al Collegio IPASVI Nel consiglio di amministrazione della cooperativa sociale dovrà essere presente almeno un iscritto al Collegio IPASVI che assumerà il compito di responsabile delI'attività infermieristica e di referente nel confronto del Collegio provinciale.
Le cooperative sociali dovranno rispettare in ogni caso le prescrizioni regolamentari e legislative previste per gli studi associati richiedendo il nulla osta al Collegio per ogni forma di pubblicità diretta o indiretta.
Ogni eventuale variazione dell'atto costitutivo, dello statuto e elenco dei soci, nonché l'eventuale cessazione dell'attività dovrà essere comunicata al Collegio provinciale ed accompagnata da copia degli estratti dei verbali assembleari.
Art. 60 - La cooperativa sociale può essere costituita fra iscritti a Collegi provinciali limitrofi fino ad un massimo di 5 (cinque) province.
In tal caso gli adempimenti di cui agli articoli 57, 58 e 59 vengono effettuati nei confronti di tutti i Collegi interessati.
Nel caso di cooperativa sociale operante in più di una provincia il Consiglio di amministrazione deve essere costituito con la presenza di almeno un iscritto per ogni Collegio provinciale IPASVI interessato.
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Titolo Vlll - Norme anti-trust

Art. 61- In ogni caso nessuna forma associata potrà riunire un numero di liberi professionisti tale da determinare situazioni di alterazione del principio della libera concorrenza.
È compito di ogni singolo Collegio provinciale determinare i limiti dimensionali in funzione del numero degli infermieri esercenti la libera professione.
A seguito di notifica da parte del Collegio del limite lo studio associato o la cooperativa sociale dovrà cessare ogni nuova adesione che potrà riprendere solo previo adeguamento al limite massimo.
Art. 62- In ogni caso l'applicazione delle tariffe professionali non dovrà comportare cartelli tariffari o accordi collusivi tali da creare situazioni di lesione della libera concorrenza.
Art. 63- In nessun caso infermieri esercenti in forma individuale o in forma associata potranno assumere incarichi professionali in misura superiore alla capacità dimensionale esistente all'atto dell'assunzione delI'incarico.
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Titolo IX - Norme finali

Art. 64- Le presenti norme costituiscono impegno di comportamento al cui rispetto ed osservanza sono tenuti tutti gli infermieri liberi professionisti e, per quanto a loro compete, tutti gli iscritti ai Collegi provinciali IPASVI
Art. 65- Ogni Collegio provinciale provvede alla redazione e alla pubblicizzazione dell'elenco degli infermieri esercenti la libera professione in forma individuale ed associata.
Art. 66- L'inosservanza delle presenti norme di comportamento costituisce abuso o mancanza nell'esercizio della professione o fatto disdicevole al decoro professionale, perseguibile disciplinarmente ai sensi degli articoli 38 e seguenti del DPR del 5 aprile 1950, n. 221 .

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